L’eccidio del Castellaccio

Alpini della Monterosa di stanza al Castellaccio

Quello fra il 1944 e il 1945 fu uno degli inverni più rigidi registrati in quegli anni. Le formazioni partigiane di montagna dovettero affrontare, oltre ai rigori climatici, vasti e brutali rastrellamenti da parte dei nazifascisti, che da dicembre erano stati affiancati dalle famigerate truppe mongole particolarmente addestrate alla violenza contro la popolazione civile, donne per prime. I rastrellamenti vennero effettuati, oltre che dalle truppe tedesche, da formazioni delle Brigate nere, della Gnr e da reparti della Monterosa e interessarono gran parte dei paesi e delle frazioni delle vallate nella provincia di Genova e in quelle attigue.

Dopo i primi sbandamenti, le brigate partigiane risposero con forza ed energia, nonostante le forze nemiche fossero soverchianti (25.000 uomini ben equipaggiati, addestrati ed armati).

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